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Ricette: il coniglio all’Ischitana

Fonte: ischia.it

di Alessia Giannino

Il coniglio all’Ischitana è una delle tante ricette della cucina napoletana: questa, come si intuisce dal nome, ovviamente tipica dell’isola d’Ischia.

La ricetta consiste nel cucinare il coniglio in un tegame di terracotta con aglio, olio di oliva, sale, vino bianco, pomodorini del Piennolo e spezie isolane, come rosmarino e salvia. Durante il regno degli Angioini a Napoli, i conigli sono stati allevati con cura e fu per volere reale che l’Isola verde venne particolarmente popolata da questi animali, affinando anche le tecniche d’allevamento: ancora oggi, infatti, i conigli vengono allevati in fosse a circa due metri di profondità, liberi di scavare cunicoli e muoversi nella terra; questo tipo di vita conferisce alle carni un sapore davvero unico. Il coniglio è sicuramente uno dei piatti più proposti ad Ischia, ma non è detto che si possa preparare soltanto sull’isola, ovviamente. Il sugo che se ne ricava, inoltre, è spesso utilizzato per condire i bucatini che, così proposti, sono davvero ottimi.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 coniglio
  • Pomodori del Piennolo
  • Una testa d’aglio
  • Sale q.b.
  • Rosmarino
  • Salvia
  • Olio
  • Vino bianco
  • 400 gr di Bucatini
  • Parmigiano

Preparazione

In un tegame o padella far rosolare il coniglio con olio, aglio, rosmarino e salvia.

Una volta rosolato, aggiungere due bicchieri di vino bianco e finire di cuocere, portando il tutto ad evaporazione. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà, aggiungerli al coniglio insieme al sale e togliere i rametti delle spezie. Quando il pomodoro è cotto, aggiungere di nuovo rosmarino e salvia e togliere il coniglio. Nel frattempo, portare l’acqua ad ebollizione e calare i bucatini. Quando questi saranno al dente, far saltare in padella e mantecare con il parmigiano.

Si otterrà così un intero pranzo a base di coniglio, dove primo e secondo hanno un gustoso filo conduttore.

1 Comment

  1. […] Capri è famosa anche per i Faraglioni, tre isolotti rocciosi, protagonisti di tantissime foto ogni anno, grazie all’effetto scenografico e paesaggistico che creano. Ognuno di loro ha un nome: quello accanto alla terraferma si chiama Stella, quello centrale Faraglione di Mezzo e quello più lontano dalla terraferma è il Faraglione di Fuori (o Scopolo). Un altro più piccolo è lo scoglio del Monacone, che si erge dietro a quelli più conosciuti. Il nome, probabilmente, gli fu attribuito ispirandosi a quello dei bovi marini (Monachus monachus), foche vissute nei pressi dello scoglio fino al 1904, anno nel quale l’ultimo esemplare fu assassinato presso Palazzo a Mare. Sul Monacone ci sono anche dei resti di muratura romana, attribuiti, senza alcun criterio specifico, a quelli della tomba dell’architetto dell’imperatore Augusto: Masgaba. Altre storie ruotano intorno a questo scoglio: si pensa, infatti, che su di esso fossero state costruite alcune vasche per salare il pesce o un recinto per l’allevamento dei conigli. […]

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