Il premio "Capo d'Orlando": Vico Equense e la sua straordinaria rassegna | LoveNaples

Il premio “Capo d’Orlando”: Vico Equense e la sua straordinaria rassegna

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Il premio “Capo d’Orlando”: Vico Equense e la sua straordinaria rassegna

Castello Giusso, fonte: Vico Equense Online Fossile, fonte: Museo Mineralogico Campano

di Silvia Semonella

Tra i riconoscimenti italiani alle eccellenze nostrane in campo scientifico c’è, sicuramente, il premio Capo d’Orlando, assegnato ogni anno nella città costiera di Vico Equense.

Storia

L’idea del riconoscimento risale all’estate 1998, quando il Dr. Umberto Celentano, direttore del Museo Mineralogico Campano, lesse sul mensile “Nature” l’articolo dedicato allo Scipionyx Samniticus, il fossile di piccolo dinosauro, popolarmente chiamato “Ciro”, scoperto a Pietraroia (Bn). In questa località del Sannio, infatti, a partire dal XVIII secolo, sono stati rinvenuti pesci fossili del Cretaceo simili a quelli di Capo d’Orlando (Sicilia).

Dopo aver ricevuto l’adesione del celebre paleontologo Philip J.Currie per la sua conferenza sui dinosauri alati rinvenuti in Cina, tenuta nel marzo 1999 in occasione della prima edizione del riconoscimento,  il Dr. Umberto Celentano propose alla Fondazione Discepolo l’istituzione del premio, il cui simbolo è, appunto, uno dei pesci fossili di Capo d’Orlando riprodotto su una targa in argento.

Il Premio

Il Premio è un pubblico riconoscimento per chi opera con grandi risultati nel mondo della ricerca, nel settore della divulgazione e del giornalismo scientifico, nella direzione dei musei e nella promozione della scienza attraverso internet.

Ai vincitori è consegnata, appunto, la targa di argento con l’emblema del pesce fossile rinvenuto a Capo d’Orlando, a testimonianza di come, da un simbolo del passato geologico, attraverso la scienza e le sua promozione multimediale, si possano raggiungere positivi traguardi per il futuro dell’uomo.

I ritrovamenti

Presso il giacimento di Capo d’Orlando sono state ritrovate 9 specie di pesci fossili, tutte appartenenti alla classe degli Actinopterygii (pesci vertebrati): lo Stemmatodus rhombus ed il Coelodus costai possono essere paragonati agli attuali saraghi poiché, come questi, avevano i denti rotondi con smalto spesso per schiacciare le prede (molluschi e crostacei) ed il corpo di forma romboidale. Anche il Lepidotus minor si nutriva di prede dure, protette da corazze, ma in questo caso il corpo allungato permette di associarlo ai fragolini o alle orate. Questi pesci vissero 124 milioni di anni fa (Cretacico inferiore) in un ambiente di laguna costiera. Una volta morti, i loro corpi si adagiarono sul calmo fondale di sedimento carbonatico e, velocemente, furono ricoperti e sepolti in assenza di ossigeno. Così si sono avute le condizioni ideali per una perfetta fossilizzazione.

La sede della manifestazione è lo storico Castello Giusso, simbolo della città di Vico Equense, che la ospita dal 2001.

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