La Chiesa dell’Arciconfraternita Estaurita del Santissimo Sacramento

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La Chiesa dell’Arciconfraternita Estaurita del Santissimo Sacramento

Fonti: Piscinola Blog e Maps

di Alessia Giannino

La chiesa dell’Arciconfraternita Estaurita del Santissimo Sacramento è sita nel centro storico di Piscinola, quartiere situato nella periferia della città di Napoli.

La storia

Nel lontano XVI secolo, un gruppo di gesuiti fondò, nella zona centrale del Casale di Piscinola, una piccola chiesa e un oratorio per la diffusione della religione. La struttura religiosa pian piano fu ampliata, fino ad ottenere l’attuale dimensione.

Nella prima metà del XVIII secolo, la chiesa fu chiusa a causa di contenziosi sorti tra il parroco del momento e l’Estaurita (un sistema amministrativo di tipo laico-ecclesiastico che esprimeva la capacità di una comunità ad amministrarsi autonomamente) che trovava sede al suo all’interno. Più tardi, nel 1777, fu riaperta ai fedeli con l’autorizzazione di Ferdinando IV di Borbone. Ovviamente, fu eletta una nuova Arciconfraternita, sotto il titolo del Santissimo Sacramento: suoi scopi principali erano l’assistenza spirituale e la sepoltura dei confratelli iscritti, ma anche del popolo che ne necessitava. Nel 1950 l’Arciconfraternita finanziò la costruzione di una cappella funeraria nel cimitero di Miano, terminata sette anni più tardi, e in cui furono seppelliti molti suoi membri e cittadini del quartiere di Piscinola.

La struttura

La chiesa è formata da una sola navata con affreschi sulle pareti laterali eseguiti nel XX secolo, più tardi, quindi, rispetto alla costruzione dell’edificio. Sull’altare maggiore vi si trova una tela risalente al XVIII secolo, dove è rappresentata una Madonna che ha in visione il Cristo risorto. ù

Il soffitto originario crollò in seguito al terremoto del 1980 e, quello attuale, quindi, risulta di recente costruzione. Uno degli elementi più caratteristici della chiesa è l’organo ligneo del XVIII secolo, conservato in ottimo stato, sotto il quale si trova un antico quadretto realizzato in olio su rame, raffigurante due Angeli che adorano l’Eucarestia. Altro elemento storico-folkoristico dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento è sicuramente l’abito indossato dagli adepti in occasione delle manifestazioni religiose pubbliche, come quella annuale del Corpus Domini: si tratta di un saio bianco con una mantellina rossa ricamata in oro, laccio e collare rosso, con pendente in argento e un vistoso cappuccio bianco, dal quale si intravedono solo gli occhi. Grazie alle caratteristiche di questo abito i soci dell’Arciconfraternita vengono chiamati “paputi”.

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