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La Chiesa dell’Addolorata a Secondigliano e la storia di Don Gaetano

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La Chiesa dell’Addolorata a Secondigliano e la storia di Don Gaetano

Fonte: missionari dei sacri cuori

di Giovanna Iengo

La Chiesa dell’Addolorata è un edificio di culto sito in via Padre Gaetano Errico, nel centro storico di Secondigliano, del quale rappresenta uno dei simboli principali da ormai quasi due secoli.

Gaetano Errico e la battaglia per la costruzione dell’immobile

Chiamata dagli abitanti “la Cappella“, la struttura ecclesiastica è legata al sacerdote Errico, non soltanto a causa del nome del luogo in cui è stata edificata, ma poiché, dopo esser stato prescelto per comunicare con la Santa Madre tramite apparizione, tenendo il segreto, il religioso si batté in prima persona, in ogni modo, per la sua costruzione, anche raccogliendo personalmente fondi, gremendo piazze e attirando fedeli da ogni dove.

Concentrò, così, verso di sé, innumerevoli critiche e calunnie da parte degli uomini al potere.
Vide, infatti, il proprio impegno venire fortemente frainteso, dagli autorevoli del periodo, e la propria persona percepita come un impostore dalle gesta strumentalizzate allo scopo di ottenere fini differenti da quelli ufficialmente perseguiti, il tutto per riuscire nel suo intento di realizzare la fondazione di una congregazione e la creazione della nuova chiesa in onore della Madonna.

La storia della struttura, ricca di miracoli e racconti, custoditi nella memoria popolare e negli atti pubblici, ma anche di problemi burocratici dovuti proprio alla reputazione dell’uomo, poi risolti prontamente, la ha portata ad essere terminata in soli tre anni, nel 9 dicembre 1830, giorno in cui ottenne la benedizione per mano dell’arcivescovo di Damasco, il Monsignor Camillo Rossi.

Struttura

Inizialmente di piccole dimensioni, era composta da una navata soltanto, larga soli otto metri e lunga venti.
Venne ampliata quando venne conferito il titolo di Venerabile a Padre Gaetano Errico, nel 1884, aggiungendo una navata a destra ed una Cappella dedicata all’Addolorata.
Assieme a questi ingrandimenti furono apportate modifiche e ricostruzioni alla chiesetta originale, a cui seguirono lavori di abbellimento, tramite stucchi, marmi, ori, dipinti di Vincenzo Galloppi, artista del momento, che ritraggono l’Addolorata, nel suo trionfo, la Vergine, nei suoi dolori, Abramo, nel suo sacrificio e i Maccabei, nel loro martirio.
Fu apposta una lapide all’ingresso, ricordo, per i posteri, della generosità del popolo di Secondigliano, benefattore della Chiesa.

Ai tempi, sull’altare centrale, Gaetano Errico appose un quadro che superava i due metri d’altezza, raffigurante la Madonna Addolorata, nella massima espressione di dolore, vicina alla tomba del Figlio e agli angeli piangenti, che, tra le loro mani, sorreggono gli oggetti della Passione.
Fu, poi, sostituito, per volere di quello che oggi possiamo definire Santo, con una statua lignea, rappresentante il medesimo soggetto nella medesima sofferenza, opera di Francesco Verzella, al quale fece rifare l’espressione del volto 17 volte, finché non ne fu totalmente soddisfatto.

In occasione del bicentenario della nascita del religioso, inoltre, venne costruita una cappella sulla sinistra della navata laterale, dove sono state riposte le spoglie di San Gaetano, sormontate, in passato, da una statua bronzea dalle considerevoli dimensioni, ormai spostata all’esterno, a dominare il sagrato.
A sostituirla vi è un’umile statua in legno.
L’Addolorata è, ormai, la protettrice di Secondigliano, conosciuta col nome di “La Madonna di Don Gaetano“, mentre la Chiesa, nell’ottobre del 2009, è divenuta un santuario diocesano.

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